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Silì, discarica abusiva, interpellanza

Al Presidente del Consiglio Comunale

Al Sindaco del Comune di Oristano

All’Assessore all’Ambiente

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE DISCARICA ABUSIVA VICINANZE FIUME TIRSO Frazione Silì

La sottoscritta Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle di Oristano,

PREMESSO CHE:

– Il 17 settembre 2017, dietro sollecitazione di alcuni residenti della frazione di Silì, il M5s di Oristano, nella persona dell’estensore della presente interrogazione e dei suoi attivisti, ha svolto un sopralluogo lungo il tracciato del Fiume Tirso , in territorio comunale, in allegato mappa descrittiva area .

– lungo il tracciato che costeggia il Fiume Tirso sino alle arcate del cavalcavia della S.S. 131 giace, da tempo immemore, diverse discariche abusive nella quale è stata rinvenuta una enorme molte di rifiuti inquinanti e non: da mobilio abbandonato ad oggetti di plastica, da frigoriferi a televisori, materassi e, con notevole impatto negativo per l’ambiente e la salute pubblica, sono state, altresì, rinvenute lastre in eternit, pneumatici , come emerge dalla documentazione fotografica che viene allegata in copia;

CONSIDERATO CHE:

– i rifiuti abbandonati nell’area rappresentano un forte elemento di degrado ed al tempo stesso una causa di inquinamento ambientale dell’area;

– le discariche non hanno alcun tipo di elemento separatore rispetto alle strade principali che, pertanto, risultano accessibili a tutti, divenendo così anche fonte di pericolo per chiunque vi si avvicini;

– secondo quanto riferito dai residenti intervenuti, in occasione di eventi meteorici di forte intensità, i rifiuti si riversano nel Fiume Tirso per essere trascinati a valle fino alla foce quindi, in mare aperto, divenendo fonte di inquinamento anche delle acque;

– la superficie della discarica, è in gran parte ricoperta da uno strato di vegetazione, sotto cui si celano ingenti quantità di rifiuti in svariati punti;

– i residenti della zona hanno ripetutamente denunciato l’esistenza della discarica abusiva al Comune di Oristano ma, ad oggi, la situazione non è affatto mutata, piuttosto peggiorata, posto che continua l’abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e non nell’area interessata dal fenomeno;

– risulta quindi evidente la necessità di un immediato intervento di bonifica, volto a eliminare i rischi sanitari e a evitare l’inquinamento idrogeologico del Fiume Tirso e delle acque superficiali o di falda, nonché l’area su cui insiste la discarica abusiva;

TENUTO CONTO CHE:

– l’art. 3ter del decreto legislativo n. 152/2006 prevede il principio dell’azione ambientale, secondo il quale “la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private mediante un’adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva e degli altri principi europei;

– il principio di precauzione vincola i privati e le scelte politico – amministrative degli organi pubblici preposti;

– il principio di precauzione postula l’esistenza di un rischio anche solo potenziale per la salute e per l’ambiente, senza necessità di evidenze scientifiche dimostrate e consolidate sulla correlazione tra la causa, oggetto di divieto o limitazione, e gli effetti negativi che ci si prefigge di eliminare o ridurre (Cons. Stato, III, 6 febbraio 2015, n. 605; Cons. Stato, V, 11 luglio 2014, n. 3573;

– l’art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006, al primo comma, proibisce l’abbandono e il deposito incontrollato rifiuti sul suolo e nel suolo; il secondo comma vieta di immettere rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee ed impone al Sindaco di intervenire, ove il colpevole dell’abbandono di rifiuti non proceda alla rimozione, all’avvio a recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghi; se il responsabile non viene individuato, il sindaco ordina la rimozione e il ripristino dei luoghi, a spese del Comune. Salvo, successivamente, recuperare dai colpevoli le somme spese, dai colpevoli della violazione; – l’art. 256, 3° comma, del decreto legislativo n. 152/2006, disciplina la fattispecie più grave del reato di discarica abusiva: «Chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata è punito con la pena da sei mesi a due anni e con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro. Si applica la pena dell’arresto da uno a tre anni e dell’ammenda da euro cinquemiladuecento a euro cinquantaduemila se la discarica è destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi. Alla sentenza di condanna o alla sentenza emessa ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, consegue la confisca dell’area sulla quale è realizzata la discarica abusiva se di proprietà dell’autore o del compartecipe al reato, fatti salvi gli obblighi di bonifica o di ripristino dello stato dei luoghi»;

– Con sentenza n. 36021/2012, la Corte di Cassazione Terza Sezione Penale, riferendosi anche alla pregressa giurisprudenza, ha ribadito che si configura la discarica abusiva laddove emergano i seguenti elementi:

1) l’accumulo dei rifiuti è ripetuto e non occasionale ed avviene in una determinata area;

2) la massa dei materiali accumulati è eterogenea;

3) l’abbandono non è temporaneo ma definitivo;

4) vi è degrado anche tendenziale dello stato dei luoghi;

– che detti elementi appaiono evidenti nella fattispecie concreta in esame;

– di recente, è stata introdotta la Legge 22 maggio 2015, n. 68, che disciplina una risposta sanzionatoria a fenomeni criminali di massiccio, quando non irreparabile, inquinamento dell’ecosistema prima affidata all’utilizzo del cd. disastro “innominato” previsto dall’art. 434 del codice penale;

– in ogni caso, “ai sensi dell’articolo 14 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285, (noto come Codice della strada), spetta agli enti proprietari provvedere alla loro manutenzione, gestione e pulizia, comprese le loro pertinenze e arredo, nonché attrezzature, impianti e servizi e, quindi, non limitatamente al solo nastro stradale, ma anche alle piazzole di sosta, onde siano garantite la sicurezza e la fluidità della circolazione”, laddove il successivo art. 15 disciplina gli atti vietati su strade e loro pertinenze;

RITENUTO CHE:

Il Comune debba fare il possibile e quanto di sua competenza contro ogni forma tipologia di discarica abusiva, dal momento che essa potrebbe rappresentare un pericolo per la salute dei cittadini, nonché fonte di inquinamento dei terreni limitrofi, delle acque superficiali o di falda e di quelle che scorrono nel Fiume Tirso, riversandosi, successivamente, in mare;

INTERROGA IL SINDACO PER CONOSCERE E SAPERE

1. Se gli è nota l’esistenza della discarica abusiva in oggetto;

2. Se sia stato individuato il proprietario, o i proprietari, dell’area su cui insiste la discarica abusiva;

3. Se sia stata disposta la caratterizzazione del sito e dunque se sia stata determinata l’estensione della discarica abusiva e se essa incida anche su terreno demaniale;

4. Se, anche nella sua veste di Autorità Sanitaria, siano mai stati individuati i responsabili dello scarico abusivo di rifiuti nell’area interessata ed in caso affermativo, se sia stata interessata l’Autorità Giudiziaria, anche ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 256, 3° comma, del decreto legislativo n. 152/2006;

5. Se, anche nella sua veste di Autorità Sanitaria, sia stato intimato al proprietario di mettere in sicurezza il sito, rimuovendo i rifiuti e ripristinando l’area nelle condizioni preesistenti allo scarico abusivo;

6. Se sia Suo intendimento, urgente ed immediato, quello di interdire, quantomeno a mezzi di trasporto, l’accesso all’area interessata dai cennati fenomeni di abbandono incontrollato di rifiuti anche pericolosi;

7. Se sia Suo intendimento, urgente ed immediato e, per il M5s di Oristano, assolutamente irrinunciabile e necessario, quello di installare apparecchiature atte a rilevare l’accesso all’area interessata e lo sversamento, in essa, di rifiuti in molti casi pericolosi, anche al fine di individuare i responsabili delle condotte illecite;

Oristano , Settembre 2017 Il consigliere del MoVimento 5 Stelle Patrizia Cadau

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