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No del M5S al Programma Lutzu, ecco le ragioni

Dal verbale di seduta del 20 settembre 2017, ecco il testo integrale dell’intervento in aula di Patrizia Cadau, M5S: unica in aula a votare contro le Linee Programmatiche della Giunta Lutzu (centrodestra).

Ai sensi dell’Art.3 del Regolamento del Consiglio Comunale per Maggioranza: si intendono i Consiglieri eletti in liste che hanno sottoscritto il programma del Sindaco e/o che abbiano espresso il voto favorevole alle linee programmatiche presentate in Consiglio dal Sindaco, sentita la Giunta, o che abbiano dichiarato in seguito di aderire alla maggioranza e al programma.

I gruppi consiliari di Pd, Civici, Centristi si sono astenuti dal voto.

PRESIDENTE: 22 presenti, la seduta continua.L’assessore Tarantini ringrazia il Sindaco, il Segretario e i Capigruppo per aver permesso la sospensione per poter parlare con i Consiglieri donne. Continuano con il secondo punto all’ordine del giorno:“Linee Programmatiche di Mandato quinquennio 2017-2022”. Prego consigliere Cadau.

CONSIGLIERE CADAU:

Grazie Presidente, Sindaco, Assessore, colleghi Consiglieri e, visto che siamo anche in seduta pubblica e in streaming, anche cittadini ed elettori. Come Capogruppo consigliare del Movimento 5 Stelle di Oristano, Signor Sindaco, ho letto le sue linee programmatiche senza alcun pregiudizio, ma con atteggiamento partecipativo e collaborativo e ho davvero compiuto lo sforzo di trovare un barlume che dalle sue linee programmatiche ci facesse intravedere e sognare per poi progettare un’idea di Oristano come città moderna, epicentro di una sempre più funzionale urbanizzazione, sposata ad una umanizzazione che richiamasse futuro, 3 identità e bellezza, ambiente e consapevolezza della propria vocazione a essere capoluogo del territorio, epicentro di sperimentazioni produttive ed energetiche, una città competitiva e consapevole della propria centralità in Sardegna e nel Mediterraneo, ma non ho trovato nulla, se non un guazzabuglio un po’ disarticolato di idee confuse e strappate ad altre linee politiche.

Che siate confusi lo si capisce fin dall’inizio, quando dichiara che questo programma intende muoversi lungo le direttrici individuate. Innanzitutto individuate da chi?

Intanto, signor Sindaco, fa a pugni con il suo apparente perbenismo e mitezza questa arroganza di presentarsi ai propri cittadini senza neanche sentire l’obbligo, un senso antico di buona educazione di presentarsi ai cittadini e al Consiglio, di dire ai cittadini da dove nasce il suo mandato, dove trovano origine queste linee programmatiche, qual è la vostra storia e come si concretizza in un’idea per Oristano presente e futura. In sostanza, chiunque si trovi a leggere queste sue note dovrebbe chiedersi chi siete.

Lo sappiamo, tante liste,capisco lo smarrimento di chi in una coalizione di tante forze politiche e centinaia di candidati abbia qualche problema di identità nel mantenere le coordinate di una rotta. La capisco e glielo confesso, avrei anch’io qualche problema, ma intanto le realtà cittadine e metropolitane avanzano verso una nuova concezione di spazi e lei è fermo al decoro urbano, ignorando completamente l’esistenza dell’ingegneria ambientale, la valorizzazione dei nostri parchi, dei nostri spazi versi, senza considerare le immense opportunità che il nostro territorio ci regala con il clima, l’acqua e la terra.

Per pensare all’agricoltura come rilancio dell’economia, lo studio, la sperimentazione di nuove coltura. A Oristano si può fare tutto, la produzione delle medesime lungo una filiera che possa concretamente rilanciare Oristano come punto strategico, economico, produttivo e formativo per una filiera di prodotti con la garanzia dell’eccellenza e della qualità. Queste sono due idee. Qui in queste linee mancano progetti e idee,ma in modo imbarazzante pesa e manca che lei non abbia nominato una volta sola la parola “disabilità”. Chi fine hanno fatto i nostri bambini nel suo mandato?

Tra le tante priorità mancano anche loro, che sono la priorità. Nessun indicatore che ci faccia intendere che lei abbia pensato a Oristano come una città a misura di bambino. Sono infiniti i percorsi e i progetti pensati per loro, dall’incentivazione della loro autonomia, gli spazi adeguati, iniziative diverse, orti botanici nelle scuole, i pedibus, spazi per la musica e per l’arte, corsi di educazione civica e anche percorsi di educazione all’affettività che in questo momento sono molto importanti.

C’è un’altra clamorosa assenza nelle linee del suo mandato per la città di Oristano, che è la città di Eleonora.

Nessuna menzione nei confronti della disuguaglianza di genere, nessun cenno all’impegno e alla volontà di arginare questa 4 piaga millenaria attraverso dei percorsi, idee, strumenti educativi e civici; nessuna presa di posizione netta nei confronti della libertà di ognuno di essere soggetto attivo della propria autodeterminazione, fuori da logiche sessiste, medioevali e violente. Non raccontiamo la solfa che a Oristano non esiste questo problema, lo smentiscono i dati della Questura e i dati del Centro Antiviolenza, ma soprattutto gli sguardi di tante donne che incontriamo con un livido di troppo coperto da un correttore.

Nell’esprimere la nostra contrarietà alle sue linee di indirizzo dei cinque anni di Amministrazione le vogliamo anche significare che il mantra da lei individuato, il ritornello, la parola magica con cui cerca di imbonire la città, ovvero “condivisione”, lascia sorpresi proprio per questo affidarsi alle parole senza una progettualità.

Abbiamo visto la crudeltà della crisi economica incui domina l’egemonia culturale del mercato, un culto–glielo ricordo–tutt’ora vivissimo nella parte politica che lei ha assemblato. Abbiamo visto quanto e come produca modelli etici sempre votati a una dimensione competitiva e di molto alleggerita di questa sua parola, condivisione.

A Oristano la mancanza di condivisione in questi anni ha agito in profondità con pesanti trasformazioni. Hanno interessato la struttura residenziale e demografica, la quantità dei prodotti realizzati dalle nostre imprese, laqualità dei processi produttivi dei beni e dei servizi offerti alla cittadinanza. La stessa ricerca di figure professionali ha richiesto nuove competenza rispetto al passato e sono state molte le categorie espulse dal mercato del lavoro, privandole di dignità.

Di tutto ciò lei nel suo programma di legislatura non coglie e non sembra intravedere nulla di condivisione. Nel suo documento non c’è alcuna chiarezza, non dimostra di comprendere come l’ente locale che amministriamo richieda un adeguamento organizzativo, normativo e soprattutto proattivo. Nelle sue linee non arriva, non si legge, non si sente e non c’è un’idea di città accogliente, attrattiva, inclusiva, sembra che lei non veda questa capacità, non veda Oristano capace di creare queste importanti opportunità, non mostra determinazione per favorire nuove energie, non c’è un progetto di rinnovamento.

Occorre sviluppare un nuovo modello di società, ne deve prendere consapevolezza, che abbia il coraggio di confrontarsi con i cittadini e che abbia e dimostri la maturità di far ripartire le energie migliori. Mentre la gente comune sa che assistiamo al ritorno di rapporti di lavoro arbitrari, l’abuso di diritti, la perdita della dignità di tante persone, le sue pagine latitano nel fornire la chiave analiticadi questi anni di crisi strutturale, non mostra alcun sentiero, neppure indiretto, di fuoriuscita dal tunnel, come invece fanno altre città in Eupora. Possibile che in Sardegna sia l’unico che non si accorge che la crisi ha letteralmente ridisegnato la presenza imprenditoriale, scuotendo nel profondole condizioni sociali e culturali di una città come Oristano. 5 Quando un’Amministrazione si presenta e apre il suo programma di legislatura dovrebbe dimostrare di aver metabolizzato queste novità.

Lei ci ha affidato un testo che non ci fornisce un’immagine del cambiamento e le diciamo no non soltanto perché il suo mandato nasce da uno scarso o inadeguato giudizio sull’inversione di rotta, né soltanto perché non propone una difesa collegiale del territorio. Oristano non è un piccolo centro, scontra una centralità geografica, un livello di rappresentanza centrale per molte categorie reddituali. Nelle sue parole tutto questo non traspare.

Noi le diciamo no perché le sue parole non conquistano, una centralità politica per Oristano, per la Sardegna, in Sardegna, e, soprattutto, non assumono alcuna legittimazione culturale e intellettuale.

Lei non immagina un’Amministrazione come un ente di coordinamento di poteri territoriali ministeriali e regionali per le famiglie eper le imprese residenti, figuriamoci se guarda all’Europa e, tanto meno, alle attuali dinamiche politiche della Sardegna.

Nei dettagli del suo documento lei e la sua Maggioranza dimostrate che i livelli istituzionali sono ancora votati e orientati alla ricerca di potere, capaci di creare disuguaglianze, buoni ad affermare il predominio di gruppi economici e finanziari che dettano persino i dettagli dell’agenda della politica amministrativa.

Le sue pagine–lo diciamo ai cittadini–non promuovono la solidarietà, l’uguaglianza e la responsabilità civile, non sostengono i valori che noi crediamo stiano nel fondamento essenziale di ogni società. Lei sostiene gli interessi di parte, i profitti di pochi, i conflitti d’interesse dei soliti, senza assicurare alcun sviluppo e lo dimostra mentre intanto afferma di voler far colare il cemento. Lo sappiamo che lo spargerà a TorreGrande con le villette da vendere ai pochi ricchi con cui sottrarrà la spiaggia ai cittadini oristanesi, che stravolgerà la frazione di Oristano con una mega struttura che finirà come tanti progetti rivoluzionari in questo territorio per essere poi abbandonati e miseramente falliti. Lei ha pensato al golf, quindi alla desertificazione, alla violenza dell’impatto ambientale, alla salinizzazionee anche lei, come tutti i genuflessi alle politiche centrali statali, ci vuole far credere che sia un’occasione di lavoro per questi sardi colonizzati, dimenticando (ma affermando) di essere colonizzato anche lei.

Noi, come Movimento 5 Stelle, che ci siamo distinti nella condivisione tra cittadini siamo lontani dall’interpretazione che lei ha proposto e non le crediamo perché vediamo che lo sviluppo che lei ci propone non è solo rallentato, ma sta entrando in crisi in modo reversibile.

Non ci si accorge che nella sua analisi c’è un dissolvimento delle capacità decisionali della città che in questi anni si è evidentemente preferito lasciare ad altri, anche per il catafascio della sua classe politica, quella dietro alla quale lei si 6 nascondeva, incappata nella corruzione, nella gestione arbitraria dei soldi pubblici, che è finita in galera o sta per entrarci, è stata dimissionata e così via.

Non dimentichi che dietro il nostro risultato elettorale, dietro la nostra presenza in Consiglio c’è il rifiuto che il vostro sistema suscita e il rifiuto di numerosi cittadini che dappertutto fa insorgere la difesa dei beni comuni.

A lei non appare quella rete che comincia dal piccolo e dal livello locale e si dirama fino a diventare nazionale in cui andrebbe inserita una delle città più povere, un capoluogo tra le centootto province italiane tra le più povere del Paese. Dovrebbe avere consapevolezza di tutto ciò e tremare per quanto ci sia da fare per portarla su e possiamo farlo, ci sono i mezzi e le possibilità per portarla su in un paese in cui i diritti dovrebbero essere riconosciuti nelle attività del lavoro, nella sanità e nei servizi. Quello che non vediamo dalle sue linee, signor Sindaco, è il dato macroscopico, manca un’idea urbana nuova capace di riqualificare la città con un’incidenza davvero straordinaria.

Non ci dica che non le bastano i fondi, non c’è l’idea, non annuncia neppure un’idea di trasformazione urbana di livello europeo, attrattiva, intellettualmente avvincente ed innovativa, che ridia slancio alle nuove generazioni, con un patrimonio ambientale e culturale impressionante.

Il Movimento 5 Stelle nasce su un punto per noi irrinunciabile: nessuno deve rimanere indietro. E’ questo il nostro mantra insieme alla condivisione. Le sue note, invece, signor Sindaco, asseriscono che per i prossimi anni come al solito saranno garantiti i posti in prima fila per quelli che stanno già sempre avanti, per i privilegiati, e gli altri continueranno a rimanere indietro, anzi, a essere ricacciati indietro, però per la prima volta nella storia di questo Consiglio comunale si fa portavoce il Movimento 5 Stelle a dire che faremo anche l’impossibile per impedirglielo, ma con la massima onestà faremo tutto quello che è possibile per collaborare insieme su progetti e idee che la sua Amministrazione saprà proporci nell’interesse dei cittadini di Oristano e di una reale intenzione di cambiamento.

PRESIDENTE: Grazie consigliere Cadau.

-fine verbale-

Patrizia Cadau è stata l’unica consigliera comunale a votare contro le Linee Programmatiche della Giunta Lutzu.

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