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La violenza dilaga nel silenzio e con la complicità di tutti

Mentre tutti, ma proprio tutti, sono impegnati a dire la propria sull’umanità “pericolosissima” a bordo di una nave, aggrappata ad una speranza nel Mediterraneo, nelle nostre vicinanze un qualche tipo di umanità davvero pericolosa agisce indisturbata, con la complicità e il silenzio di quanti continuano a ridimensionare il problema o a fare finta che non esista.
Oggi l’ennesimo caso di una donna morta a Verona, il cui compagno è stato arrestato per averla uccisa e averne inscenato il suicidio.
Accade ogni giorno.
La morte è solo l’epilogo di un lungo percorso fatto di violenze, ed è il motivo per cui la cronaca se ne occupa.
Politica ed istituzioni non se ne preoccupano mai.
La Convenzione di Instabul è semplicemente il titolo di un protocollo cartaceo, e l’orrore quotidiano subito da donne e bambini è tema di poche “femministe sfegatate” e non di una coscienza critica lucida, solidale, attenta.
Siamo disposti a convivere con l’inferno quotidiano generato da una rottura del sistema familistico nei confronti di millenni di sudditanza al patriarcato, siamo disposti a stendere un velo su situazioni che possono degenerare da un momento all’altro per non sentirci tutti colpevoli, e nel mentre pontifichiamo sul diritto alla speranza di gente che non conosciamo. Mentre su quelli che conosciamo benissimo non osiamo dire manco una parola.
I nostri compagni, fratelli, padri, amici pericolosamente sbilanciati su una prigionia che li costringe ad essere Maschi, con precise aspettative di genere e ruolo.
Le nostre amiche, sorelle, madri, costrette anche loro sulla medesima prigionia che le porta ad essere complici o vittime. Perché sia chiaro, le donne quando non sono vittime sono complici. O entrambe le cose.
Nel mezzo una distesa infinita di femminicidi, violenze assistite, violenze, maltrattamenti, incapacità di relazionarsi, infanzia negata, traumi.
La politica e le istituzioni prendono le distanze, e pure noi, a quanto pare, sprofondati nella miseria di non sapere più prendere posizione su quanto è davvero pericoloso e su cosa non lo è.
Il sessismo è solo una faccia di un inquietante poliedro. Le altre facce sono il razzismo, l’omofobia, la paura del diverso. Tutte portano alla violenza.
E di violenza si muore.
Ma questo pare non importare a nessuno.

Patrizia Cadau

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